Il modello

A volte racconto ai ragazzi eventi di cronaca e gossip che leggo sui giornali. Insieme li commentiamo e così, qualche settimana fa, ho raccontato di quel ragazzo americano, arrestato per fatti di droga o qualcosa del genere a cui hanno fatto la foto segnaletica che ha avuto un successo inatteso. La foto era bellissima, lo sguardo del fusto davvero magnetico. Tanto che quella foto ha fatto il giro del web e il ragazzo, uscito di galera, è stato subito assoldato da un’agenzia per modelli.
Per lui è iniziata una nuova vita, lontano dalla delinquenza.

Vedete, c’è stata una seconda possibilità per quel ragazzo. Per iniziare una nuova vita nella legalità:  “Speriamo solo che quel ragazzo non si faccia più coinvolgere in atti di delinquenza!” –  questo è stato il mio commento finale.

Passano i giorni, le settimane, e improvvisamente Anni un pomeriggio mentre stiamo andando all’allenamento io e lui da soli (nelle sue settimane da figlio unico) in macchina mi chiede: “Me la fai vedere, mamma, la foto di quel ragazzo che è diventato modello perché gli hanno fatto la foto mentre lo arrestavano?

Tiro fuori la foto…

modello_americano

e Anni commenta: “Figo davvero, ha due occhi che in foto vengono benissimo! Strano però, ha i tatuaggi: ma allora non è vero che non devi avere i tatuaggi per fare il modello. O forse è così bello che vanno bene anche i tatuaggi… Mamma, guarda, ha una cicatrice sopra l’occhio, come me”

 

Le rondini. Il rispetto e l’amore.

Ci pensavo da molto tempo, almeno un paio d’anni ma nella mente il pensiero non era lucido. Alla fine l’ho deciso come regalo del mio Xesimo compleanno e stimolata dall'”amica d’intelletto e follia”, che certamente se leggerà si riconoscerà nella descrizione, ho preso la decisione e ho prenotato la seduta dalla tatuatrice.

L’ho raccontato a marito e figli e ho spiegato anche che cosa mi sarei fatta tatuare: 3 rondini in volo, dietro all’orecchio sinistro.

Tre rondini? Perché? Che cosa significa?” – volevano sapere i tre minorenni.

Siete voi tre. Che prendete il volo, dal nido. Da me” – ho spiegato sorridendo.

Tre, perché solo tre? E papà?” – ha chiesto il mediano ipersensibile.

Che cosa centra papà? Lui non è il mio bambino che devo lasciare che prenda il volo. Lui sta con me, ci siamo scelti, ormai tanto tempo fa” – ho spiegato

Ma è d’accordo papà?” – ha ripreso Aki

Con cosa? Con la scelta del soggetto? Non so, l’ho scelto io; è il mio disegno…

No. Con i  tatuaggi, in generale

Sì, gli piacciono ma ad ogni modo, anche se non gli piacessero i tatuaggi, non mi chiederebbe di cambiare idea. E’ una mia scelta e lui non la ostacolerebbe. Come io non farei con lui. Questo è il rispetto tra le persone, anche questo è l’amore!

Comunque le tre rondini sono piccole, in un posto che non si vede molto…

Benvenuto Francesco

Quando sono rientrata dalle fiere di inizio luglio Fede mi ha detto che Anni si era comportato proprio bene quella settimana a casa da solo.
I suoi fratelli erano a Torino ospiti di amici per allenarsi in modo intensivo prima dei Campionati Italiani di pattinaggio e lui era rimasto a casa con Sebastien, il neo arrivato ragazzo alla pari. Lo ha accolto con affetto e hanno instaurato subito un bel feeling.

E così ho pensato di comprargli un regalo, inatteso e quindi certamente particolarmente gradito. Ho cercato su Amazon e ho trovato una cosa che immediatamente ho capito essere quella giusta.

Completato l’acquisto ho iniziato a dire mezze cose ai ragazzi per incuriosirli ma senza voler svelare nulla, loro hanno iniziato a fare supposizioni, a confrontarsi tra di loro e chiedermi conferma senza ottenere nulla oltre ad un sorriso godutissimo. Dopo qualche giorno il pacco è arrivato e con trepidazione lo hanno aperto.

Appena lo ha visto Anni lo ha battezzato:

E’ lui, è Francesco, il papà di Theodoro Lazzarini, anche detto Panda

Ma non sei tu il padre di Panda?” – Lo hanno incalzato gli altri due

Io sono il padre adottivo, ve l’ho già detto. Questo è il padre naturale, che vive a Venezia. ed ora, credo, che abbia deciso di venire vivere con noi

Ma che lingua parla?” – chiedo io

Anni: “Veneto, prima di tutto. Arriva da Venezia… Comunque un po’ tutte: Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese. Ovviamente Cinese visto che è originario della Cina. Anche un po’ di Tedesco. Francesco è molto istruito. Che bello che sei, benvenuto Francesco!

francesco

 

 

Il figlio unico

Alla prima volta nulla è facile. Anzi, è mostruosamente difficile. Ti trovi, letteralmente, da un minuto all’altro caricata di un frugoletto che dipende da te al 100% e tu non sai assolutamente cosa fare. A me veniva da piangere, di gioia certamente ma anche di terrore. Quello lì è stato il figlio unico ma la mia mente è annebbiata e non ricordo molto. Lui non ricorda nulla.

Poi è arrivato il secondo e anche il terzo e, di volta in volta, il casino è sempre più cresciuto.

Ovviamente con il secondo ero più preparata ma c’era anche il primo a cui badare. Mica banale…

Poi con il terzo ti rassegni, è così. Non si può mica far tutto e quindi il piccolo terzo praticamente cresce da solo, inseguendo gli altri della casa, copiando ciò che vede fare, cercandosi uno spazio.

Crescono, tutti. E improvvisamente senza che nemmeno tu te ne accorga sono grandini e cominciano ad andarsene. Per qualche giorno, dagli amici, agli stage, di qua e di là.

Ma non tutti insieme, magari solo uno o due, e uno resta a casa.

E così da tre settimane a questa parte Anni è praticamente figlio unico ed è un ANGELO.
Figlio unico con un ragazzo alla pari tutto dedito a lui.
Il mondo, insomma, ruota intorno a lui e quindi sprizza felicità da tutti i pori.

Non lo si riconosce più: ubbidisce, si impegna nelle cose, non risponde male, riordina la camera, parla in modo gentile, va a dormire quando glielo si dice, ha chiesto di imparare ad usare la lavastoviglie, ritira la roba stesa e la ordina, fa i compiti tutti i giorni, si candida per portare via la pattumiera. Sta anche imparando a mangiare con le posate (alla tenera età di 9 anni e mezzo).
Insomma, Anni ANGELO ci sta stupendo e sconvolgendo. Anche se, probabilmente, in verità soffre di nostalgia e chiede notizie degli altri due…

Ma non dobbiamo abituarci troppo bene. Gli altri due rientreranno all’ovile e tutto tornerà come prima. Anni abbandonerà la veste d’ANGELO e tornerà il ribelle di sempre o come lo chiamano i suoi fratelli “Faccia d’Angelo”, il bimbo dal viso innocente che ne combina di tutti colori ma che non è mai responsabile di nulla.

O magari no, magari è cresciuto e ci continuerà a stupirci con effetti speciali…

La scuola è finita. W la scuola!

E anche quest’anno è andato. La scuola è finita e per i prossimi tre mesi i ragazzi non avranno più gli impegni quotidiani delle lezioni.

Riusciranno anche un po’ ad annoiarsi alternando l’attività sportiva, al relax al mare o in montagna, ai compiti delle vacanze e alle letture ristoratrici.

Giugno e luglio trascorreranno così.

Poi ad agosto andremo in vacanza tutti insieme: come prima meta, abbiamo scelto una capitale dove trascorreremo 6 giorni e poi, chissà, certamente un po’ di relax in campeggio in una località ancora da scegliere.

Magari prima di ritornare sui banchi di scuola, i ragazzi trascorreranno anche qualche giorno in campagna dai nonni.

E, in men che non si dica, sarà già settembre: il grande inizierà la terza media, il secondo passerà in seconda media e il piccolo affronterà la quinta elementare. Ancora un anno da piccolo per lui, prima di affacciarsi nel mondo della preadolescenza.

Ma è presto per pensarci. Per ora godiamoci le vacanze: la scuola è finita. W la scuola!

E zac, taglio netto…

Alla fine lo ha fatto: ha dato un taglio netto.

Ha preso una decisione su cui meditava da moltissimo tempo ma non si decideva.
Lui che è sempre timoroso quando deve fare delle scelte, autonomamente, ha scelto una soluzione radicale rinunciando alla folta e lunga chioma.

Io avevo scommesso con suo fratello che li avrebbe solo spuntati e, in effetti, in cuor mio speravo in questa soluzione perché quella testa di ricci mi piaceva tantissimo.

Quando l’ho visto mi è caduta la mascella: corti corti con un ciuffo un po’ riccio sul davanti.

“Ti piace mamma? Sto bene?”
– “Certo che stai bene, sei bellissimo”.
– “Mi sono accordato con il parrucchiere: tagliandoli così corti prima dell’estate sono comodo e diventeranno biondissimi. E poi a settembre, quando la scuola ricomincerà, li avrò già un po’ lunghi”

Papà è entusiasta: glielo diceva da tempo: “taglia tutto… vedrai che poi sarai contento”.

Tutti sono rimasti di sale e ha raccolto un sacco di consensi, in particolare dalla categoria degli uomini. Probabilmente a noi donne il taglio radicale da lungo a corto fa un po’ effetto…

Così certamente sembra più grande.

Tutti noi, papà, mamma e fratelli, siamo orgogliosi di questo tredicenne che affronta le sue prime scelte, supera i timori , vince le reticenze e si presenta al mondo più grande, più indipendente, più sicuro di sé.

Ti amo cucciolo di mamma.

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Un compagno sgradito

E’ un compagno di vita per me. Lo conosco bene, da tanto tempo. Mi tiene compagnia da quando ero bambina.

Ultimamente però la sua presenza mi disturba di più perché si insinua non solo nei miei pensieri ma anche in quelli del mio ragazzo numero 2.

Da anni, in effetti, anche lui deve fare i conti di tanto in tanto con questa presenza ingombrante ma se in passato la compagnia era sporadica, da alcuni mesi, purtroppo la frequenza delle visite inattese è diventata più ravvicinata.

E quindi, ora, non solo mi devo portare in borsa le miei pastiglie ma devo portarmi le pastiglie anche per lui che improvvisamente mi guarda con gli occhio velati e mi dice “Mamma, ho mal di testa”.

I motivi? Valli a capire.

Per lui, credo, che molto faccia lo stress come l’altro giorno in occasione dei Campionati Regionali Pista di pattinaggio. La gara per lui era importantissima: voleva a tutti i costi qualificarsi per gli italiani e fin dalla sera prima mi aveva detto di essere agitato, parecchio agitato. Io avevo cercato di rassicurarlo dicendo di stare tranquillo; che avevamo tutti molta fiducia in lui, di correre al massimo, come sa fare…
Evidentemente però l’agitazione era davvero alta e pochi minuti prima della gara è venuto da me, con l’aria preoccupata:
– “Mamma, ho mal di testa”
– “Tanto?”
– “Sta arrivando…”

Gli ho dato mezza pastiglia, un goccio d’acqua e gli ho stampato un sonoro bacio.

Il mal di testa è passato, le gare sono andate bene e Aki si è qualificato per i Campionati Italiani su Pista del prossimo luglio.